Ed io sto qui fra tanti alberi e tanti casini , forse per questo non mi lamento e le arrabbiature mi passano subito , si è  chiaro che non ho il tempo per seguire i trend e le mode ma ti assicuro che se anche lo avessi farei di tutto per essere ciò che sono , mi piace pensare che siete laggiù fra le luci ed il brusio della folla che sfila , fra le auto lucide i capelli tinti e le pelli tirate , le chiacchiere ed il circolo della perfezione, state laggiù a stringervi le spalle basta che vi sappia lontani , verrò io quando sarà necessario , qui è sera e non c’è vento , non c’è luce ma guardo lontano e penso ad i colori che a quest’ora posso solo immaginare  , al mare ad un tiro di schioppo ed all’odore dell’erba che ho tagliato fino a poco fà , la cagnetta ha acchiappato una farfalla notturna e prosegue nel suo gioco non sapendo quanto sia crudele , io guardo le luci verso la costa ed immagino ancora.

Poi quanto ti senti meglio cambia anche il colore di quello che è l’intorno , si è banale un pò come me , forse per questo mi accorgo che è vero , ora che stò meglio è come se vedessi la parte più blu del cielo ed il verde più chiaro dell’erba , ma il cielo è sempre lui quello di prima a volte più chiaro a volte meno e l’erba poi sempre la stessa che non perde occasione per crescere , allora ancor più banale ed ancor più vero che siamo mare e rispecchiamo solo il colore del cielo , solo quando siamo calmi è vero , in tempo di bonaccia , poi ci sono le tempeste e diveniamo marroni se abbiamo un fiume vicino o neri come la pece visibili solo per le rabbiose spume , tutti hanno la coda , passato , si torna a star meglio e specchiamo , riflettiamo ciò che abbiamo intorno e senza accorgercene ne facciamo parte un pò di più ,  le anime scure con la coda non sono altro che simpatiche scimmiette che urlano fra loro saltando fra i rami, fanno sorridere , so disegnare solo alberi colline e mare a vista d’occhio , le barche quelle si e qualche semplice gabbiano , le persone no quelle non riesco non le so fare , non ne capisco le forme e non so ritrarle non provo neanche ad abbozzarle , comunque modestamente sono un’artista anch’io così dipendente dalla luna di notte e dalla zappa di giorno , m’accorgo pian piano che mi piace aspettare  il momento in cui il sole  t’illumina.

Corri sempre e non ti vedo , poi ti fermi appari e fai “cucù” , a dirla sembra una sciocchezza ma non è così , c’era un lungo colonnato sotto casa e da piccoli giocavamo a nascondino , una colonna la tana le altre infiniti nascondigli e chi stava “sotto” era condannato per tutto il pomeriggio , ora avrei voglia di stare “sotto” a lasciar sguarnita la tana , vederti uscire e correre , “tana libera tutti” dici e sorridi , ti guarderei felice per poi rimettermi  “sotto” e contare,  riaspettare , ora che il colonnato non c’è più e nemmeno le nostre voci da bambini aspetto , aspetto sempre le tue parole , che poi parole non sono , piume e macigni , che non sia tardi il nostro presto.

per caso rileggo certe righe , tanti fogli messi là impilati , sopra lettere come timbri e nomi di chissà chi , ora  chissà dove , ripenso alle nostre vite , a quelle di tutti , istanti nevralgici sepolti e dimenticati dopo poco , forse è vero siamo sensazioni , siamo le sensazioni che proviamo , proiezioni di ombre sparate  con angoli casuali , ed il tempo non è niente di speciale , accellera e s’arresta , a volte inciampa come noi , con noi , certi sogni sono vento ed altri pensieri vela , così il guscio si fa avanti per le spume , e tu asciughi gli occhi come io asciugo i miei , il sale implacabile non molla.

La mattina che arriva dopo aver visto la notte intera sfilare fa bene , svaniscono grigie figure , ricominciano le configurazioni sui piani alternativi , piani inclinati e comunque positivi , file e possibili coincidenze perse , ma il viaggio è quello di ritorno e la stanchezza e le difficoltà sono molto relative , immagino già il cercar visi fra gente che si sposta , il loro moto è caotico per me come lo è il mio per ogni altro singolo , ognuno cerca di raggiungere qualcuno e qualcosa , un luogo che sia reale od un pensiero , un’immagine od un ricordo , alterno immagini e ricordi fino a fonderli , e le frasi scritte dette o solo pensate sono brezza ed aria buona di primavera , si fanno forza i muscoli e le ossa , sono più vivi come colori dopo la pioggia , dai che l’erba cresce veloce e verde , il giallo ed il marrone s’attenuano , i pugni chiusi ed i denti stretti solo un fastidio da cancellare.

Anche se ti ripeti che non è giusto vai avanti lo stesso , non ti sposti più di tanto , oscilli attorno a quel tuo valore medio come se non risentissi ne del vento ne del mare , ma gli agenti che infastidiscono non sono quelli naturali , sono persone che chiudono gli occhi e fingono , ed è rabbia che gorgoglia quando hai la certezza che chi tira di più riceve sempre più soma , chi fà il finto tonto s’alleggerisce ogni giorno che passa lasciando un pò del suo peso agli altri , ed allora quest’amaro che si accumula dentro va rimosso , magari un giorno d’improvviso vai a grattar via quella patina nera che ti si è attaccata addosso , piano piano , giorno per giorno fin quando non te ne accorgi , come ti fossi svegliato in quel momento , ed una mattina sali sul tetto deciso , senza corda di sicurezza, deciso a pulire a togliere la fuliggine dal camino , sono momenti di vertigine , attimi d’indecisione che accompagnano un’azione improvvisa , non premeditata , e stai meglio poi , e senti che il fuoco ora tira con forza , nessuno se lo aspettava , voi che a testa bassa riprenderete prima o poi i vostri giochetti , nascosti e striscianti , esseri multipli del doppio , perdete anche il conto di voi stessi , schiavi del chiedere , fusi dalla paura di sbagliare , oggi non vi sono piaciuto proprio per niente , mesti li attorno a quel tavolo in attesa che esca per parlare , fatevi forza fra di voi senza mai prender posizione , negati ad ogni accenno di resistenza , succubi del niente.

Le persone son sempre uguali , cambia ciò che c’è intorno, ad i mattini chiari corrispondono giorni più lunghi , i denti si stringono meglio e la sera prima di rimettere tutto a posto l’ultima luce si posa sui primi narcisi fioriti , noi presi dal nostro fare continuiamo ciechi i  giochi che ci hanno incastrato , la natura riparte dolce e potente , odorosa e silente , implacabile la forza delle gemme a gonfiEd anche se le cose e le persone son sempre quelle cambia ciò che c’è intorno , alle mattine chiare ar gli arbusti , i rametti prendono vita , questo avviene nonostante tutto e  nonostante noi , per fortuna , i dolori cambiano di colore , così i ricordi e chi è lontano ed è passato , chi ha giocato sporco e cambia pelle come panni della domenica , i pensieri pure loro si contaminano di questa rinascita e prendono il sapore buono del sogno , quello bello che ti fa alzare cantando , queste mattine qualunque sia il tempo la cosa più bella è affacciarsi fuori e guardare lontano  verso il mare se c’è.

un giorno diventa particolare al di là del calendario , nemmeno se qualcuno decreta che è festa , festa che poi non è , diviene un giorno da ricordare quando un pensiero diviene quasi concreto ed appare fino a toccarlo e sentirlo , come può essere l’indefinito così forte e persistente , è ed è vero non risulta un verdetto finale ,nessuno vince e nesssuno perde , non si è nemmen pari , si è e basta , poi alla falce “fienara” che passa senza voler saper nulla del passato e di quanto hai dato si possono opporre le sole nostre radici che finchè ce la fanno , e ce la fanno ancora , ci “rigermogliano” , torniamo su in steli o foglie dal verde più chiaro a cercar di ricrescere veloci , a cercar di arrivar pronti alla primavera , servono le corse come lotte , serve il dividersi in due in quattro , in potenze innumeri di frazione , si ricompongono i pezzi non temere , questo disgregarsi è solo apparente , in noi la soluzione e la chiave della ricostruzione , nell’incastro preciso ed ordinato dei nostri pezzi , avverrà e sarà una sola questione di tempo , lentamente istante per istante e senza accorgercene torneremo noi stessi , avremo foglie poi fiori e frutti , avremo tempo e fiato , avremo sogni , perchè non siamo dormienti non lo siamo  , ne sono sicuro , almeno noi che un abbraccio lo cerchiamo ancora.

Vorrei far altro , li ho dietro le spalle quegli alberi potati e quelli da potare , il mucchio di ramaglie da sistemare , l’orto di fianco da pulire e preparare , invece son qui ad impastare cemento , imbranato ed imbrattato a riparare in fretta un muro  un gradino e le crepe , m’arrangio ho finito e va bene , chi non ha mai fatto nulla e non capisce , spia e non sa stare , appare, compare lenta la figura che avanza , con la scopa in mano e la polvere nera , polvere sugli occhi e nella mente tempesta di sabbia e ferro , figura disumana , l’ho sempre schivato quest’essere malevolo , oggi no , sarà la stanchezza e le chiedo “perchè” , non risponde e continua incessante la sua marcia di ridicola cattiveria , ed urlo e minaccio , sono fuori di me , la polvere nera m’ha raggiunto e trasformato in una bestia come lei che gira le spalle e si nasconde , torna nella sua tana dove architetta le sottili provocazioni , dove cerca di tasformare gli altri , passa subito la rabbia , giusto il tempo che il cemento tiri ed asciughi e lo stucco serri , torno a guardare questi alberi a scrollarmi dalla polvere nera e tornare quel che sono , con le mani perennemente sporche e spaccate e le rughe del volto che ridono da sole , la mia voglia di luce di verde e di mare , il mio essere piccolo e strano , questa mia voglia continua di fare e di vita.

I piedi affondano sulla lingua di ghiaia che separa il mare dal fiume , le reti che strusciano addosso e ti senti sul petto l’odore acro del sale , legnetti ed alghe da togliere dalle maglie , un occhio guarda i segni sulla superfice   l’altro sbroglia e prepara la rete , le mani fanno da sole , staccano stendono e riprendono , la mattina l’acqua del fiume ha un colore ed il mare un altro e nel punto di fusione si forma una linea , un confine , anche gli odori sono diversi dalla valle e dal largo si fondono e s’alternano anche loro , qui sulla linea sottile dove un piede è dolce e l’altro è salato , ed un altro lancio ben fatto stende la rete , un cerchio perfetto , i pesci li lascio , è solo un esercizio , solo una scusa che uso con me stesso , io so che i desideri vanno nel fiume e poi corrono veloci verso il mare , ad esaudirsi , io li aspetto.